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di Verona tuttintorno

La chiesa di Santa Anastasia
La chiesa di Sant’Anastasia è uno splendido esempio di gotico italiano. Fu eretta a partire dal 1290 con il contributo della famiglia che governava la città, gli Scaligeri, e di altre famiglie veronesi. Prima dell’attuale edi?cio qui esistevano due chiese dedicate, una a S.Anastasia e l’altra a S.Remigio. Nel 1290 i domenicani chiamati a custodirle, decisero di costruire al loro posto un’unica chiesa dedicata a S.Pietro da Verona martire, ma il popolo

continuò a chiamarla S.Anastasia. Accanto alla chiesa i monaci domenicani avevano un grande convento. L’opera di costruzione del sacro edi?cio continuò per tutto il 1300 e il 1400 e ?nalmente nel 1500 si ebbe l’ultima fase dei lavori per il suo completamento. La sola cosa mai giunta a termine della basilica è la facciata, rimasta incompiuta. Sant’Anastasia è la chiesa più grande di Verona.
La basilica si sviluppa in tre grandi navate sorrette da 12 imponenti colonne di marmo rosso di Verona. Sul transetto si aprono 5 cappelle. Sul lato sinistro si apre l’antico oratorio del convento, Cappella Giusti. La chiesa, ricchissima di opere d’arte, custodisce anche il celebre affresco del Pisanello S.Giorgio e la Principessa, tornato nella sua collocazione originaria sopra la Cappella Pellegrini.

1. ACQUASANTIERA (1495). Opera dovuta allo scalpello di Gabriele Caliari padre del pittore Paolo Caliari detto il Veronese. Rappresenta un “gobbo”, ?gura che sin dall’antichità suscitava reazioni superstiziose. Si dice che toccare la loro gobba porti fortuna.
2. ACQUASANTIERA (1591). La scultura è di Paolo Ore?ce. È chiamato Pasquino perché fu esposto in basilica nella Pasqua del 1591. Scultura un po’ più grande e ricca di particolari di quella accanto. Il pavimento (1444) è originale. Ha tre colori: il bianco e il nero ricordano la veste dei frati Domenicani, il rosso ricorda che la basilica è consacrata a S.Pietro da Verona Martire.
3. ALTARE FREGOSO (1565). Dedicato al Redentore, è opera di Danese Cattaneo da Carrara (1509-1573) uno dei più celebri scolari del Sansovino. Opera che per la sua bellezza impressionò il Vasari.
4. ALTARE S.VINCENZO FERRERI (1482), Dedicato ad uno dei grandi santi domenicani. Dipinto di Pietro Rotari (1707-1762), e attorno all’altare fascia marmorea di Pietro da Porlezza (1481-1559) cugino dell’architetto Michele Sanmicheli.
5. ALTARE BEVILACQUA-LAZISE. Dedicato all’Immacolata. Il gruppo marmoreo è di Orazio Marinali (1643-1720). Attorno all’altare fascia marmorea istoriata da Pietro da Porlezza (1481-1559) e affreschi di Liberale da Verona (1455-1526).
6. ALTARE PINDEMONTE (1541). La pala con S.Martino è di Francesco Caroto (1480-1546). L’artista fu scolaro di Liberale da Verona, del quale sviluppò le tendenze formali e cromatiche. Subì pure l’influsso del Mantegna, e in misura minore, del Francia e del Bonsignori.
7. ALTARE MAZZOLENI (1592). Dedicato alla domenicana S.Rosa da Lima; il quadro è di artista ignoto dell’ottocento. A sinistra della porta laterale pala di Liberale da Verona (1455-1526). Sono rappresentate la Maddalena, S.Caterina e S.Toscana. Questo artista, pittore e miniatore, secondo il Vasari, fu discepolo di Vincenzo di Stefano e di Iacopo Bellini che nel 1463 lavorò a Verona.
8. CAPPELLA DEL CROCEFISSO. È la parte più antica della basilica perché qui era edi?cata l’antica chiesetta preesistente alla basilica, dedicata a S.Anastasia.
La croce è di materiale ligneo della metà del ‘400.
A sinistra monumento funebre a Giannesello da Folgaria (1424) in tufo dipinto attribuito a Bartolomeo Giol?no (1410-1486), ?ne intagliatore veronese.
9. ALTARE CENTREGO (1488-1502). Opera imponente dedicata al domenicano S.Tommaso d’Aquino. La pala, Madonna in trono fra i santi Tommaso e Agostino è di Gerolamo dai Libri (1477-1555), ?ne pittore e miniatore veronese. A destra dell’altare, bel sepolcro affrescato della famiglia Nichesola e vicino un affresco staccato e raf?gurante S.Pietro Martire di Giovanni Badile (1379-1451), pittore veronese.
10. CAPPELLA CAVALLI. A destra affresco di Altichiero (seconda metà sec. 14°). Il dipinto nella lunetta del sarcofago di Fedrico Cavalli (a destra), è di Stefano da Zevio (prima metà sec. 15°). Gli altri affreschi della cappella, la Vergine col bambino, San Cristoforo, Miracolo di S.Eligio, sono di Martino da Verona (morto nel 1412). Da ricordare a sinistra l’affresco il Battesimo di Cristo attribuito a Jacopino di Francesco, pittore bolognese (prima metà secolo 14°) considerato uno dei padri della pittura padana.
11. CAPPELLA PELLEGRINI. Sopra, il famosissimo affresco S.Giorgio e la Principessa (1433-1438) capolavoro del Pisanello. Pittore di gusto tardo gotico, operante nella società delle corti, ha evocato nella sua opera un mondo favoloso e cavalleresco, con tratto nitido ed elegante. Sulle pareti 24 terrecotte di Michele da Firenze (1435). L’artista narra nelle grandi tavole la vita di Cristo. A destra tomba Bevilacqua - Pellegrini con lunetta affrescata da Martino da Verona (?ne 14° - inizio 15° secolo). A sinistra tombe della famiglia Pellegrini con affresco attribuito ad Altichiero (seconda metà sec. 14°).
12. PRESBITERIO. Grandioso l’interno. L’altare è stato rifatto nel 1952. A destra Giudizio Universale attribuito a Turone (1360). Le vetrate dell’abside sono del 1935 e rappresentano: da sinistra S.Tommaso, S.Caterina da Siena, S.Pietro Martire, S.Rosa da Lima e S.Domenico. A sinistra affresco del Gianbono (1420-1462) con tema l’Annunciazione e all’interno mausoleo di Cortesia Serego (1429) attribuito a Nanni di Bartolo (1419-1451).
13. CAPPELLA LAVAGNOLI. È dedicaata a S.Anna. Sulla sinistra gli affreschi (dall’alto) Gesù chiama i primi apostoli, Croci?ssione, Gesù entrante in Cafarnao, sono di scuola mantegnesca e attribuiti a Francesco Benaglio (1432-1492) o a Michele da Verona.
14. CAPPELLA SALERNI. A sinistra affreschi votivi di Stefano da Zevio (prima metà sec. 15°, e a destra affreschi votivi di Bonaventura Boninsegna (1407-1433). In fondo a destra altro affresco votivo di Giovanni Badile (1379-1451) S.Giacomo presenta alla Vergine un membro di casa Maffei. Questo pittore veronese, secondo le ultime indagini storiche, collaborò anche con Pisanello.
15. TRANSETTO SINISTRO. Gli affreschi sono attribuiti al Boninsegna (1407-1433). In alto sulla parete tre tele: S.Cecilia del Turchi (1578-1649), Deposizione e miracolo di S.Giacinto del Farinati (1524-1606). In alto sulla parete sinistra tela di Francesco Morone (1470-1529), artista veronese ?glio del pittore Domenico che lavorò nella scuola di Gentile Bellini. Raf?gurati S.Paolo, S.Dionigi, la Maddalena e devoti.
16. CAPPELLA GIUSTI (1452). Vetrate originali del 1460. Sopra la porta di ingresso, Martirio di S.Pietro da Verona di Torelli (1712-1784). Il coro ligneo è opera del maestro Lorenzo di S.Cecilia (1490-1493). Sopra il coro Abramo e i tre angeli e Agar soccorso dall’Angelo di Antonio Balestra (1666-1740). Sopra l’altare pala S.Vincenzo Ferreri di Felice Brusasorci (1539-1605).
17. CAPPELLA DEL ROSARIO (1585-1596). Costruita per celebrare la vittoria di Lepanto (1571) da Domenico Curtoni (?ne 16° - inizio 17° sec.) nipote dell’architetto Michele Sanmicheli. Sopra l’altare Madonna del Rosario con i santi Pietro e Domenico e gli offerenti Mastino II della Scala e sua moglie Taddea da Carrara di Lorenzo Veneziano (seconda metà sec. 14°). Sulla parete destra Cristo orante nell’orto di Francesco Bernardi (?ne 16° - inizio 17° se.). Sulla parete sinistra Cristo flagellato alla colonna di Claudio Ridol? (1560-1644).
18. ALTARE MINISCALCHI (1436). Dedicato allo Spirito Santo. La pala Discesa dello Spirito Santo è opera di Nicolò Giol?no (1476-1555) e la lunetta è di Francesco Morone (1471-1529). A destra dell’altare c’è l’organo (1625). La cassa dorata e raf?gurante ?gure di Ponte?ci e Santi domenicani è opera dell’intagliatore Andrea Scudellino su commissione del frate domenicano Vincenzo Squarcialupi. La parete fonica attuale è dell’organaro veronese Domenico Farinati.
19. ALTARE S.RAIMONDO DI PENAFORT. Dedicato a uno dei grandi santi domenicani. Pala di Felice Brusasorzi (1539-1605) ma, terminata da Alessandro Turchi (1578-1649).
20. ALTARE FAELLA. Dedicato a S.Erasmo primo Vescovo di Formia. La pala di Redentore fra S.Erasmo e S.Giorgio è opera di Nicolò Giol?no (1476-1555).
21. ALTARE BOLDIERI. Manufatto rinascimentale dedicato a S.Pietro Martire. La Statua di S.Pietro da Verona ha ai lati S.Sebastiano e S.Rocco; queste opere di marmo, di autore sconosciuto, sono policromate. Da notare che la statua di S.Pietro Martire tiene su una mano un modellino della città di verona. Attorno affreschi di Francesco Morone (1471-1529).

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