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Chiese Vive è socia
di Verona tuttintorno
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 |  La chiesa di San Fermo |  |  |  | | | | | Sulla riva dell’Adige, nello stesso luogo in cui nel 304 subirono il martirio i santi Fermo e Rustico, il popolo costruì una chiesa in loro onore (sec. V-VI). Le loro reliquie furono trasportate e venerate presso le fiorenti comunità cristiane dell’Africa e di là portate a Capodistria.
Nel 755 il Vescovo di Verona S.Annone ripose le Reliquie, riscattate dal popolo a peso d’oro, nella chiesa costruita molto tempo prima in loro onore.
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Dal 1065 al 1143 i Benedettini, costruirono due chiese romaniche; l’inferiore per conservare le Reliquie dove le aveva poste S.Annone, quella superiore per le celebrazioni con il popolo.
Nel 1261 i Francescani sostituirono i Benedettini a S.Fermo e ricostruirono la chiesa superiore nelle forme attuali: l’opera poteva dirsi conclusa verso il 1350. Lungo i secoli vi si aggiunsero altari, cappelle e monumenti funebri.
Nel 1759 per preservare le Reliquie dei Martiri dalle alluvioni, furono riposte nell’altare della chiesa superiore.
Il 30 agosto 1807 i Francescani furono costretti a lasciare il Convento che passò al Demanio e la chiesa diventò parrocchiale, affidata al clero diocesano.
Dal 1905 al 1909 furono compiuti notevoli lavori di restauro e le absidi furono liberate da costruzioni che vi erano state addossate nel tempo.
Nel Natale del 1946 fu riaperta al culto la chiesa inferiore. Visitiamo ora insieme le due chiese. |  | INTERNO CHIESA SUPERIORE 1. Crocifissione. Al di sopra del portale bronzeo, mirabile affresco attribuito a Turone di Maxio (sec. XIV).
2. Martirio dei francescani in India. Affresco trecentesco e, sotto, i Santi Dorotea e Onofrio di scuola veronese del secolo XIV, vicino alla tomba Guarienti.
3. Altare (Cappella) Nichesola del 1504. La lunetta con il martirio di un vescovo, affresco di Domenico Brusasorzi (sec. XVI). L’altare, in stile rinascimentale, fu portato qui nel 1816 dalla ex parrocchiale di S.Fermo al Ponte. La tela di Sante Creara raffigura la Vergine col Bambino e i Santi Brandano e Gregorio (sec. XVI). 4. Angeli Osannanti. Solo nel 1906 si ritrovarono, coperti da scialbatura, questi angeli osannanti, unico avanzo del grande affresco di Stefano di Giovanni ( 1a metà sec. XV).
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5. Pulpito in marmo bianco e rosso di Antonio
da Mestre del 1396, intorno affreschi di Martino da Verona (1396). 6. Cappella Brenzoni. Attorno all’arco
d’ingresso si vede quanto si è salvato dell’affresco
raffigurante l’“albero di S.Bonaventura”,
più in alto l’“Annunciazione” (sec.
XIV).
a) A destra, entrando, monumento di Bernardo Brenzoni;
b) Altare eretto nel l570 dai Verità. La pala (sec. XVIII)
è di Antonio Elenetti e rappresenta la Vergine e il Bimbo
in alto e in basso i Santi Fermo e Rustico.
c) Urna pensile di Barnaba da Morano (+ 1411), scolpita da Antonio
da Mestre. Nel 1958 fu staccato dalla parete di facciata quanto
si era salvato di un affresco del Giudizio Universale forse
l’ultima opera di Martino da Verona, morto nel 1412, e
rimesso qui, come era in origine.
d) Tavola di Francesco Bonsignori del 1484, rappresenta la Vergine
in trono tra un Vescovo e Giobbe. 7. Altare di S.Raffaele. A destra urna di Torello
Saraina, primo storico di Verona (+ 1550). Sotto la mensa Deposizione
(XV sec.). La pala, di Francesco Torbido detto il Moro, pittore
veronese del sec. XVI, raffigura la SS.Trinità, la Vergine
Maria, l’arcangelo S.Raffaele e il piccolo Tobia. 8. Altare di S.Francesco. Pala di Giambattista
Bellotti (XVIII sec.) raffigurante la Vergine con Bambino e
S.Francesco. Sotto la mensa, le reliquie dell’eremita
S.Gualfardo morto nel 1127. Chi desidera, può ora scendere
dalla scala per visitare la chiesa inferiore, proseguirà
la visita al ritorno. 9. Cappella Alighieri. Passando nel transetto
si trova la Cappella (1545-1558) dove sono sepolti gli ultimi
discendenti diretti di Dante Alighieri. L’altare ha una
pala di Giovanni Battista del Moro (sec. XVI). Gli affreschi
sopra il timpano, con storie francescane, sono del sec. XIV. 10. Crocifissione e Sepolcro. Nella prima absidiola,
in alto, il grande Crocifisso ligneo del XVIII sec. con, a lato,
l’Addolorata e S.Giovanni di epoca anteriore (sec. XIV).
Sotto un gruppo lapideo, “Compianto sul Cristo”,
di Giovanni di Rigino, seconda metà del secolo XIV. 11. Cappella degli Agonizzanti. La pala è
di Domenico Brusasorzi (sec. XVI). 12. Area presbiterale:
a) Il tornacoro costruito nel 1573, ad imitazione di quello
del Sanmicheli nella Cattedrale di Verona;
b) L’Altare Maggiore, ricostruito nel 1759 da Giuseppe
Antonio Schiavi. Nell’antica arca, posta sotto la mensa,
sono venerate le Reliquie dei Santi Fermo e Rustico;
c) Affreschi. Nelle vele dell’abside il Redentore tra
Maria, il Battista e i Santi Fermo e Rustico; nella volta a
crociera i simboli dei quattro Evangelisti (1314-1320) tutti
attribuiti al “maestro del Redentore”. Sulla fronte
dell’arco trionfale in basso: a sinistra l’Incoronazione
della Vergine e, a destra, la Visita dei Magi (sec. XIV) attribuiti
a Lorenzo Veneziano; in alto: a sinistra il ritratto del priore
Daniele Gusmerio e a destra il mecenate Guglielmo da Castelbarco
(1314-1320) attribuiti al Maestro del Redentore; il Padre Eterno
è di Paolo Ligozzi (sec. XVII).
d) Osservare il soffitto ligneo a carena plurima di nave, con
ricca lavorazione e ornato con circa 400 Santi dipinti su tavole
(1310-1350). 13. Cappella di S.Antonio. La tavola all’altare
è di Liberale da Verona (1455-1526) con tele seicentesche
a gloria di S.Antonio. Alle pareti, dal 2003, sono visibili
affreschi trecenteschi. Nel transetto sinistro affreschi del
sec. XIV di scuola veronese. 14. Mausoleo Della Torre. Fu realizzato poco
dopo il 1510 da Andrea Briosco di Padova, detto il “Riccio”. 15. Altare di S.Giuseppe (1608). La pala di
Alessandro Turchi rappresenta l’“Adorazione dei
Pastori”. 16. Cappella della Madonna (1613). L’Altare,
rinnovato nel 1627 dal maestro Domenico Curtoni, mostra una
bella pala di Francesco Caroto (1528), raffigurante la Vergine,
il Bambino e S.Anna in alto e in basso i santi Giovanni Battista,
Pietro, Rocco e Sebastiano. Ai lati “Anime del Purgatorio”
di Antonio Giarola detto il “Coppa” e “Intercessione
dei Santi Francesco e Antonio” di Lodovico Fano (1631).
Sulla parete a destra, bella tela del Coppa raffigurante “Verona
che prega per la liberazione dalla peste” (1630). A sinistra,
deposizione dalla Croce di Giovanni Battista Barchi (1638).
La volta fu decorata da Giovanni Ceschini con, al centro, l’Assunzione
della Vergine (1640).
17. Sopra la porta laterale, affresco della
Crocifissione attribuito alla scuola di Turone di Maxio ( l
363). 18. Altare di S.Nicola (1535). La pala raffigura
S.Nicola patrono dei naviganti, S.Agostino e S.Antonio Abate
ed è opera di Giovanni Battista d’Angelo detto
il “Moro”. 19. Mausoleo Brenzoni (1426). Una cornice fogliata
che, partendo dalla statua del profeta Isaia, racchiude il monumento
nel quale lo scultore fiorentino Nanni di Bartolo detto il “Rosso”
fermò l’attimo più solenne della Risurrezione.
Antonio Pisano, detto il Pisanello, dipinse a fresco, la Vergine
Annunciata e l’Angelo Gabriele ai lati del baldacchino
e, in alto, gli arcangeli Raffaele e Michele.
CHIESA INFERIORE
Per visitare la chiesa inferiore, si ritorna nel transetto
destro (punto 9 della piantina) e attraverso un’antica
scala si scende nel primo e più antico chiostro. Si
può osservare: un affresco (inizio sec. XIV) raffigurante
la Madonna seduta in trono con Bambino e due Santi e, vicino,
lastra tombale (1327) che presenta il giurista Antonio Pelacani
in atto di tenere lezione agli allievi e altre lastre tombali.
Nello scendere alla chiesa, si intravede il chiostro più
grande di S.Fermo, attualmente sede della Soprintendenza.
Scendendo dalla primitiva scala a due rampe, si ha una visione
suggestiva della chiesa che conserva l’impostazione
romanica originaria (1065). La pianta è a croce latina,
spartita in tre navate da colonne e poderosi pilastri in pietra.
La navata centrale è divisa da pilastri minori. Da
osservare gli Affreschi (XII-XIV secolo): sul terzo pilastro
sinistro il battesimo di Gesù e a lato una Madonna
allattante.
Nel presbiterio, riportato all’antica austerità
basilicale, straordinario Crocifisso ligneo del sec. XIV.
OP
Ritorniamo ora nella chiesa Superiore e, prima di lasciare
il complesso di S.Fermo, possiamo ancora vedere:
La facciata, completata verso il 1350, con buona fusione
tra stile romanico e gotico. A sinistra l’arca di Aventino
Fracastoro (+ 1368) medico e amico di Cangrande della Scala.
La porta di bronzo, opera del maestro Luciano Minguzzi, fu
inaugurata il 21 giugno 1997. Le 24 formelle narrano il martirio
e il culto di Verona per i santi Fermo e Rustico.
Il portale laterale (1363) è a bifora divisa da un
pilastro. L’architrave fregiato di fiori e foglie ha
al centro la statua di S.Antonio di Padova (2a metà
sec. XV). A lato affresco del Morone (1523) raffigura la Vergine
con due Santi.
Il campanile fu costruito nei secoli XII e XIII. La parte
absidale forma un quadro architettonico e coloristico di suggestiva
bellezza. Le absidi laterali sono quelle romaniche; l’abside
maggiore è gotica.
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